ho pensato di inserire in questa sezione del blog qualche pensiero, esperienza, sensazione, insomma di condividere scrivendo la parte più taciturna ma al tempo stesso potente che è dentro di me da sempre. Clic sul titolo per leggere l’ultima “avventura”.

quando mi faccio le unghie, guardo sempre un’immagine prima, per capire come voglio che siano una volta finite. Non tanto per il colore, quello già lo so. Ma per la forma, la brillantezza, la precisione, lo spessore dello smalto. Ho notato che ogni volta che vado su piniterest a vedere la mia cartella di “unghie perfette” prima di fare le mie, mi vengono quasi esattamente come l’immagine che ho preso ad esempio (la perfezione non esiste a casa mia). 

Mi sono accorta che lo stesso è per la vita.

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gallery of the best moments and feelings 

ME

qualcosa su di me

sono Emma, alla nascita mi hanno diagnosticato la Fibrosi Cistica.

e da allora è iniziata la mia avventura.

di sofferenza ce ne è stata, si, forse anche troppa per una bambina neonata, poi bambina, ragazzina e poi ragazza.

ma comunque, ora, sono arrivata ad un buon equilibrio che anni fa non mi sarei permessa neanche di sognare, accettandomi, cercando di amare il mio corpo (su questo ci sto ancora lavorando) ascoltandomi, mangiando in un determinato modo, accettando di curarmi sia “chimicamente” che con rimedi naturali che supportano tutto il processo di purificazione e autorigenerazione, con la visualizzazione (che inconsapevolmente praticavo già da quando avevo 5/6 anni.. quando gli altri bambini correvano a giocare e io non riuscivo, immaginavo di farlo o quando sarei dovuta essere nell’età dello sviluppo e tutte intorno a me avevano questi bellissimi corpi da giovani donne.. e il mio non cresceva e nulla cambiava se non le spalle che si incurvavano sempre di più sotto il peso di un respiro impossibile e i colpi di tosse h24.. mi immaginavo di essere bella, alta e dritta… grande anche io. E così per tutto… ai tempi mi sembrava una cosa scontata, immaginarmi tutto ciò, come un bambino che desidera qualcosa ma non può averla e allora sogna.

ma poi ho capito che erano visualizzazioni fatte e finite, e così ho iniziato a farlo anche per quando non potevo fare sport..mi immaginavo di correre, fare pattinaggio sul ghiaccio, ginnastica artistica e sentivo il fiatone e i muscoli che lavoravano e io che sorridevo perché è bellissimo potersi muovere.

così, visti i risultati, ho imparato quanto sia effettivamente potente la nostra mente e quanto possiamo fare nella nostra vita sapendola usare come si deve.

ho imparato che siamo mente, corpo e spirito, e che non possiamo pensare di stare bene se ci occupiamo di solo uno di questi elementi.

quello che funziona per me, è un equilibrio tra questi.. occuparmi del corpo dandogli tutti i mezzi che ho a disposizione per rigenerarsi e non appesantire un sistema che è già precario geneticamente. Occuparmi dello spirito che ha voglia di gioire e di divertirsi.. e qui entra in ballo la morbidezza con cui gestisco il tutto senza paura di essere incoerente.  Occuparmi della mia mente, rispettandola e utilizzando tutti gli strumenti che ho appreso semplicemente ascoltandomi, conoscendomi, rimanendo in silenzio con me stessa, meditando e visualizzando.

 

 

e di tutte le sentenze di morte certa da quando sono nata fino a pochi anni fa ne ho fatto la forza motrice che ha scatenato il mio attaccamento e amore verso la vita.

ora sperimento lacrime di gioia che scendono quando riesco a mantenere il passo di mia mamma, allenarmi con i miei fratelli, stare fuori d’inverno e portare avanti progetti come questo.

la disciplina, la “morbidità” e la accettazione sono il mio unico vero credo in questo viaggio pazzo.

nella vita, ho imparato a mie spese, che non esiste o bianco o nero. Che le durezze sono regali, che le bastonate sui denti quando sei già in ginocchio sono opportunità di fare vedere quanto sei cazzuta e più forte tu, del bastone.

e che non possiamo pensare di guarire o stare meglio (come nel mio caso) lavorando solo su un aspetto di noi stessi.

ho raccolto la mia vita e il mio corpo in cocci talmente piccoli e talmente tante volte che alla fine è diventata una questione di principio farcela.

e ora ho scoperto che ne è valsa la pena, perché prima non sapevo nemmeno cosa volesse dire alzarsi dal letto senza avere male a tutto, riuscire a fare le scale, passeggiare senza morire di fiatone e dolori, o anche solo respirare.

come una persona che non può vedere i colori e che per la prima volta riesce a vederli.. ecco, quella sono io adesso, e piango di gioia.

spero di riuscire a fare provare anche soltanto ad una persona, condividendo la mia esperienza, la felicità e l’amore che ho l’onore di sentire.

how it was

how it’s going

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